Assistenza Vita Serena

BADANTI E ASSISTENZA DOMICILIARE

Ambienti domestici per una migliore qualità della vita 5° parte

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Criteri per la progettazione e l’adattamento degli ambienti domestici per una migliore qualità della vita delle persone con demenza

5° Parte

 

Le sindromi demenziali si caratterizzano per la progressiva difficoltà di interazione tra il malato e
l’ambiente nel quale egli è inserito.
Il malato presenta infatti un disorientamento spaziale che consiste dapprima nella difficoltà di
orientarsi soprattutto in ambienti nuovi, ma progressivamente coinvolge e sgretola la capacità di
interpretare e padroneggiare lo spazio anche in ambienti conosciuti.
Parallelamente al disorientamento spaziale, per il sommarsi dei vari deficit cognitivi, si riducono le
abilità funzionali del soggetto e quindi la capacità di fruire correttamente dello spazio e degli
oggetti in esso contenuti dapprima nelle attività più complesse quali il governo della casa, il
cucinare, l’utilizzo del telefono, la gestione dei farmaci e del denaro, ma poi anche nelle più
semplici quali lavarsi, vestirsi, mangiare, utilizzare i servizi igienici, etc..
Ed è proprio questa difficoltà di interpretazione/controllo/fruizione dell’ambiente e della
collocazione del sé nell’ambiente che può provocare o esacerbare i disturbi comportamentali
caratteristici delle sindromi demenziali (aggressività e manifestazioni oppositive, stati di agitazione,
vagabondaggio e attività motorie afinalistiche, disturbi del ritmo sonno veglia, allucinazioni e deliri,
ecc.).
La casa è però anche la sede di molti ricordi del malato e può pertanto essergli utile per il
mantenimento dell’identità personale e per trasmettergli tranquillità, benessere, familiarità.
L’ambiente domestico può, pertanto, a seconda delle modificazioni apportate e degli ausili
disponibili :
• facilitare il controllo o viceversa favorire l’esacerbazione dei disturbi comportamentali del
malato
• consentirgli il mantenimento delle abilità funzionali residue per il tempo più lungo possibile
o privarlo precocemente di tali abilità
• favorirne o sfavorirne l’orientamento topografico, il ricordo del sé, il mantenimento
dell’identità personale .
Occorre a questo punto precisare che il termine ambiente è inteso nella sua accezione più ampia di
ambiente fisico (gli ambienti interni e gli spazi esterni della casa, le luci, i suoni, i colori, …) e di
ambiente umano (persone che ruotano attorno al malato, attività e scansione dei tempi della
giornata).

Pertanto qualunque intervento che voglia migliorare l’assistenza al soggetto demente in
un’ottica di stimolazione e mantenimento delle sue capacità residue dovrà avere come obiettivo una
azione combinata su entrambe le componenti ambientali descritte.
Obiettivi dell’intervento
1. garantire la sicurezza
2. favorire l’orientamento topografico
3. mantenere le abilità funzionali residue
4. favorire il mantenimento di elementi di identità personale
5. favorire il controllo dei disturbi comportamentali
Suggerimenti di massima per il raggiungimento degli obiettivi
Garantire la sicurezza attraverso
• la verifica delle condizioni di : finestre, porte, balconi, giardino, terrazze, pavimenti, scale,
elettrodomestici, luci, attrezzi e utensili vari, farmaci, disinfettanti e detersivi, piante, vetri e
vetrate, per ridurre al minimo i rischi di fuga, caduta, ferimento, ustioni e folgorazione
accidentali, ingestione di materiali tossici, etc..
I suggerimenti sono dettagliati nella parte relativa alle singole aree della casa.
• l’acquisizione e l’utilizzo di ausili particolari (es. maniglioni in bagno, letto con spondine, etc)
per facilitare e rendere sicuro il movimento durante le attività di vita quotidiana frequentemente
causa di cadute (salire e scendere dal letto, utilizzare il wc, la vasca da bagno o la doccia, etc.).
• il rivestimento con materiali morbidi di spigoli, bordi taglienti, pareti, etc. per ridurre il rischio
derivante da contusioni accidentali con essi.
Favorire l’orientamento spaziale attraverso
• la disposizione dei mobili funzionale ai deficit del malato evitando frequenti sconvolgimenti
dell’assetto degli arredi.
• l’utilizzo di ausili visivi riconosciuti dal malato per favorirne l’orientamento (ad es. disegni
indicanti un wc sulla porta del bagno).
• la garanzia di una illuminazione adeguata in tutti gli ambienti di vita del malato.
• l’organizzazione dell’ambiente in modo funzionale all’orientamento diurno e notturno (ad es. la
collocazione del letto vicino al bagno se il soggetto è ancora in grado di utilizzarlo, ma si perde
lungo il tragitto).
Mantenere le capacità residue attraverso
• la modulazione delle modificazioni dell’ambiente effettuata in base alle capacità cognitive e
funzionali residue del malato (ad es. sistemare il letto vicino al bagno oppure creare percorsi con
mobili o nastri per facilitare il raggiungimento del bagno dalla camera, dotare la cucina di
fornelli elettrici o di rilevatori di gas se il malato è ancora capace di cucinare, etc.). I
cambiamenti vanno attuati poco per volta osservando ciò che il malato è ancora in grado di fare
al fine di non privarlo in anticipo di abilità non ancora perse completamente.
• l’evidenza tramite contrasto e la collocazione nel campo visivo del malato di tutti gli
oggetti/ausili ancora riconosciuti ed utilizzati (esempio mascheramento del bidet ed evidenza
del wc, collocazione degli oggetti ancora utilizzati sempre negli stessi posti, etc.).
• la garanzia di una illuminazione adeguata in tutti gli ambienti di vita del malato per facilitarne
l’utilizzo.
• la dotazione di materiali per attività manipolative/cognitive (da oggetti di uso comune
quotidiano come il pettine o le posate a plastiline atossiche tipo didò a materiali vari per
costruzione etc.; la scelta sarà basata sulle abitudini di vita e sul livello culturale precedenti la
malattia, sugli hobbies conservati, sul livello di gravità della malattia).
Favorire il mantenimento di elementi di identità personale attraverso
• il mantenimento di arredi e suppellettili ancora identificati dal malato soprattutto quando
rivestono ancora per lui valore affettivo.
Favorire il controllo dei disturbi comportamentali attraverso
• la creazione di una nicchia/alcova/spazio privilegiato per il riposo oppure dove il malato possa
ritirarsi se lo desidera, oppure dove possa esercitare attività di tipo manipolativo/occupazionale.
Talvolta può essere utile ricavare un angolo rivestito di materiali morbidi (anche semplici
cuscini e/o materassi) nel quale l’ammalato si distende (soft corner).
• l’eliminazione/l’occultamento di tutti gli oggetti che possono venire distrutti (ad es, vasi,
soprammobili, piante, etc.) o raccolti e poi persi dal malato (ad es. chiavi).
• l’eliminazione o il mascheramento di elementi/oggetti potenzialmente fonte di fenomeni illusori
o di allucinazioni (apparecchio TV, specchi, superfici lucide riflettenti, etc.).

 

Continua…

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