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Alzheimer e sistema vascolare

Alzheimer e sistema vascolare

 

Alzheimer e sistema vascolare

JAMA Neurology ha pubblicato uno studio, dei ricercatori della Wake Forest School of Medicine North Carolina, guidati da Timothy Hughes, che riferisce la correlazione tra indurimento delle arterie  e la aggregazione e deposito della placca Beta Amiloide.
Nello studio condotto su over 80 cognitivamente sani, quelli che avevano le arterie più rigide avevano anche più aggregazione di  beta amiloide e il deposito di ulteriore placca nei successivi 2 anni.

Una possibile risposta a questa ricerca può essere che la parziale interruzione del flusso sanguigno al cervello non permetta una corretta eliminazione delle scorie che sono alla base della malattia dell’Alzheimer.
Questa ricerca ci dice in pratica, che uno stile di vita sana oltre che ad aiutare in generale il sistema vascolare è utile anche per prevenire il morbo di Alzheimer.

Infatti anche il Prof. Costantino Iadecola del Weill Medical College di New York Cityha confermato che vi è una stretta correlazione tra la salute dei vasi sanguigni e l’accumulo della beta Amiloide, il passo successivo è quello di sviluppare una strategia per contrastare questo processo.

Placca Beta Amiloide
Come tutti sanno l’elasticità dei vasi sanguigni peggiora con l’avanzare dell’età, le prime a subire tale effetto sono le grandi arterie vicino al cuore, che deteriorandosi perdono progressivamente la loro capacità di regolare le variazioni della pressione sanguigna, di conseguenza le piccole arterie subiscono un sovraccarico più intenso ad ogni battito cardiaco.

Nel tempo tutto questo può danneggiare i piccoli vasi del sistema vascolare  e portare ad ischemia nel tessuto circostante.
Il cervello che si contraddistingue per avere un alto flusso di sangue è particolarmente vulnerabile.

Indurimento-vasi-sanguigni
Il Dott. Hughes e i suoi ricercatori si sono chiesti se c’era relazione tra rigidità arteriosa e patologia di Alzheimer.
Per determinare lo stato di rigidità arteriosa hanno applicato il seguente metodo.
Hanno fatto percorrere ad un onda di pressione il tragitto caviglia polso, e hanno rilevato che più dure erano le arterie più velocemente tale onda percorreva tale tragitto, e di conseguenza i pazienti con maggiore rigidità delle arterie avevano il doppio di probabilità di avere accumulo di amiloide cerebrale rispetto a ai pazienti con una normale elasticità dei vasi.
La stessa rilevazione è stata fatta 2 anni dopo e i pazienti con i vasi più rigidi hanno avuto un accumulo maggiore di quelli con elasticità nella media.
In futuro il Dott. Hughes condurrà ulteriori ricerche questa volta su pazienti di anni 50 circa, per determinare se l’irrigidimento dei vasi può diventare un Biomarcatore utile per la futura diagnosi precoce dell’Alzheimer.
Il consiglio che diamo è che il modo migliore per prevenire danni che possono portare all’Alzheimer , ma ci sentiamo di dire che questo vale per ogni malattia cardiovascolare, sia quello di tenere un buon stile di vita, dieta mediterranea, esercizio fisico e quello più trascurato e cioè Esercizio Mentale.

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