Assistenza Vita Serena

BADANTI E ASSISTENZA DOMICILIARE


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Ambienti domestici per una migliore qualità della vita 7° parte

 

Criteri per la progettazione e l’adattamento degli ambienti domestici per una migliore qualità della vita delle persone con demenza

7° Parte

 

Camera da letto
In camera da letto è importante soprattutto facilitare salita e discesa dal letto riducendo i rischi di
caduta e l’accesso notturno al bagno; utile anche semplificare l’ambiente lasciando solamente gli
oggetti e gli abiti realmente utilizzati.
garantire illuminazione notturna con lampada difficile da rovesciare (se possibile fissa) e buona
illuminazione centrale
rimuovere tappetini, scendiletto circostanti il letto
contrassegnare, ad es. con un nastro colorato, il percorso letto – bagno e comunque facilitare
tale percorso eliminando gli ostacoli (in alternativa si può disporre di una sedia comoda da porre
accanto al letto)
eliminare tutti gli oggetti che non vengono impiegati quotidianamente
lasciare nell’armadio solo i capi di abbigliamento utilizzati
predisporre spazi (es. alcuni cassetti) ai quali l’ammalato possa accedere liberamente (per es.
per rovistare, riporre, affaccendarsi se presenta tale comportamento) contenenti materiali che
possa manipolare senza pericoli (ad es. indumenti vecchi)
 Corridoio
Nel corridoio è opportuno evitare il più possibile la presenza di oggetti ingombranti o ornamentali
che possano intralciare il cammino e favorire le cadute (comprese le sedie) quando la
deambulazione del malato diviene precaria e instabile a causa del progredire della malattia e quando
il significato affettivo di tali oggetti viene meno.
L’illuminazione deve essere omogenea, non devono cioè esservi sbalzi di intensità lungo il
corridoio e tra il corridoio e le stanze.
La presenza di colori in contrasto fra loro tra il pavimento e le pareti del corridoio facilita
l’orientamento del soggetto demente. Di seguito si elencano alcuni suggerimenti utili per rendere
più sicuro l’utilizzo del corridoio da parte del soggetto demente.
eliminare oggetti ornamentali e/o ingombranti lungo il percorso abituale del soggetto demente;
se il soggetto ha wandering il corridoio dovrebbe essere il più libero possibile da ostacoli
valutare che l’illuminazione sia adeguata
rimuovere i tappeti che sono potenziale fonte di inciampo
• rimuovere, se presenti, cavi telefonici, fili elettrici o altri ostacoli potenzialmente fonte di
inciampo
• ridurre la presenza di specchi e/o quadri alle pareti se questi costituiscono fonte di agitazione
per il malato
• non utilizzare cere per pavimenti o utilizzare cere antiscivolo
• se pavimento e pareti sono di colore molto simile, dipingere le pareti con una tinta in contrasto
con quella del pavimento oppure usare una zoccolatura di colore marcatamente diverso da
quello del pavimento
scale
Le scale costituiscono frequentemente fonte di cadute per il soggetto demente.
Quando cominciano a presentarsi difficoltà di deambulazione, se la casa è disposta su più piani,
sarebbe opportuno ricavare l’ambiente di vita del malato su un unico piano in modo da evitare
l’utilizzo delle scale.
Se devono essere utilizzate scale si suggerisce di :
dipingere con colore diverso il primo e l’ultimo gradino
evidenziare il bordo di ogni gradino con materiale antisdrucciolo di colore diverso rispetto a
quello dei gradini
munirsi di un corrimano bilaterale di lunghezza uguale a quella della scala
valutare che l’illuminazione sia adeguata
rimuovere tutti gli oggetti che sono potenziale fonte di inciampo ( i tappeti e le guide , cavi
telefonici, fili elettrici, oggetti ornamentali e/o ingombranti, etc.)
munire le scale di un cancelletto di accesso chiudibile.

 

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Ambienti domestici per una migliore qualità della vita 4° parte

Criteri per la progettazione e l’adattamento degli ambienti domestici per una migliore qualità della vita delle persone con demenza

4° parte

E’ utile rammentare che nei servizi la riduzione degli interventi contenitivi e della
sedazione farmacologica costituisce un utile indicatore della qualità dell’ambiente
protesico creato.
E’ importante altresì sottolineare che alcuni accorgimenti finalizzati a garantire
protezione e sicurezza al soggetto demente possono risultare parzialmente o in toto
limitativi delle autonomie residue di altri anziani non dementi; tale aspetto è
particolarmente delicato in servizi a utenza mista.
Inoltre, alcune delle soluzioni da adottare nei servizi per garantire la sicurezza del
malato (soprattutto in relazione ai tentativi di fuga e all’utilizzo delle scale in soggetti
con vagabondaggio) vanno ottimizzate per non risultare in parziale contrasto con le
normative in vigore relative alla presenza di vie di fuga obbligatorie, di porte
antipanico, di porte tagliafuoco, ecc.; le soluzioni suggerite andranno quindi
concordate con i locali Comandi dei Vigili del Fuoco.
Alcuni ausili per l’orientamento che consentono il riconoscimento del malato
(fotografie, nomi o altro) collocati in spazi di fruizione comune possono porsi in
contrasto con la legge sulla privacy.
E’ pertanto opportuno che i gestori dei servizi si attengano alle norme ed a prassi
operative conformi alla legge di tutela della privacy e consultino i familiari di
riferimento dei malati per concordare con gli stessi l’utilizzo di tali ausili per
l’orientamento.
Poiché l’adattamento dell’ambiente è in funzione di compenso dei deficit del soggetto
demente ne consegue che per dementi non compromessi in modo significativo dal
punto di vista cognitivo e comportamentale e con lievi fenomeni dispercettivi
dell’ambiente le soluzioni ambientali utilizzate per i non dementi risulteranno fruibili;
per dementi con gravi problematiche comportamentali associate a significativi deficit
cognitivi e a gravi fenomeni dispercettivi dello spazio andranno adottate soluzioni più
radicali e spesso tendenti a garantire soprattutto un elevato livello di protezione e una
bassa stimolazione sensoriale.

Si pone quindi l’accento sul fatto che una volta individuate soluzioni architettoniche

volte a tutelare soprattutto la fascia più fragile dei soggetti dementi è compito dei gestori

del servizio individuare l’utenza più idoneaad abitare quegli spazi e a usufruire di quegli accorgimenti.
Infine va sottolineato come sia importante, per alzare il livello di qualità
dell’intervento rivolto ai soggetti dementi, che i servizi per anziani riadattino gli
ambienti di vita destinati anche ai malati di demenza adottando almeno gli
accorgimenti ritenuti NECESSARI per ridurre al minimo i disagi provocati
dall’ambiente su questa tipologia di malati.
Tali adattamenti costituiscono una necessità indispensabile perché un servizio sia
posto nella condizione di accudire l’utenza demente, fornendo risposte coerenti ai
bisogni.
L’obiettivo delle indicazioni date è pertanto quello di migliorare nei servizi per
anziani l’ambiente in funzione dei bisogni dei dementi senza prevedere per questo la
creazione di servizi specialistici o nuclei differenziati, se non nei limiti delle
sperimentazioni previste dal Progetto regionale demenze.
Per ogni tipologia di servizio verranno esaminate in dettaglio cinque macroaree :
Sicurezze
Ausili per l’orientamento
Spazi
Arredi
Tecnologie particolari
Per ogni macroarea verranno indicati gli accorgimenti ritenuti:
NECESSARI per ridurre al minimo il disagio provocato dall’ambiente nei soggetti
dementi;

AUSPICABILI per trasformare l’ambiente in protesi che minimizzi i deficit degli
stessi;
FORTEMENTE CONSIGLIATI (per le strutture di nuova realizzazione) per
garantire il miglior ambiente possibile.
I suggerimenti sono stati formulati secondo un criterio di gradualità, criterio da
seguire anche nella definizione degli accorgimenti e delle soluzioni da adottare.
La trattazione riguarderà sia i servizi residenziali e semiresidenziali esistenti e da
riadattare, sia quelli di nuova costruzione; entrambe le tipologie di servizi sono
caratterizzate da una utenza mista (dementi e non dementi).

1.2 INDICAZIONI UTILI PER CHI?

Questo documento non è né vuole essere un manuale per i progettisti, bensì vuole
fornire criteri ed indicazioni utili a tutti coloro che sono chiamati ad assicurare le
migliori condizioni di vita possibili per i pazienti dementi.
L’obiettivo di fondo è quello di suscitare una “competente attenzione” all’importanza
dell’ambiente nell’equilibrio e qualità della vita dei pazienti affetti da demenza,
indicando le domande e gli interrogativi da porsi, proponendo alcune possibili
soluzioni, nella convinzione che tali suggerimenti vanno adattati alle specifiche
situazioni e non possono, allo stato attuale delle conoscenze, che essere considerate
acquisizioni provvisorie e parziali.
Il documento è pertanto rivolto a diversi interlocutori:
ai familiari, ai quali fornisce utili indicazioni e suggerimenti
• per adattare l’ambiente domestico
• per accrescere la consapevolezza della opportunità di inserire il
proprio familiare colpito da demenza in servizi semiresidenziali e
residenziali adeguati dal punto di vista ambientale;
agli operatori ed ai responsabili tecnici dei servizi semiresidenziali e residenziali
• per valutare l’adeguatezza ambientale dei servizi
• per individuare le aree maggiormente critiche da modificare per
rendere l’ambiente più sicuro ed adatto anche ai pazienti dementi;
• per evitare errori nella dislocazione di arredi ed attrezzature
• per proporre/adottare piccoli ma significativi miglioramenti;
agli amministratori/gestori dei servizi, previa attenta esplicitazione della specifica
struttura/servizio e delle caratteristiche dell’utenza,
• per valutare con maggiore consapevolezza le priorità di intervento
e/o le richieste/opportunità di intervento per adattare strutture già
esistenti;
• per esprimere con chiarezza, in caso di nuove realizzazioni, i risultati
finali e gli obiettivi che debbono guidare i progettisti;
per i progettisti/direttori dei lavori,
• per garantire una progettazione degli adattamenti delle strutture
esistenti e delle nuove realizzazioni orientata ai bisogni ed alle
condizioni effettive dei pazienti dementi. L’attenzione ai particolari
costruttivi e realizzativi influenza in modo decisivo il risultato finale.
Ciò motiva una competente attenzione anche da parte dei tecnici
professionisti che svolgono la funzione di direzione lavori.
Il documento evidenzia i risultati da assicurare, lasciando ai progettisti
l’identificazione delle scelte (progettuali, tecnologiche e impiantistiche) più adeguate
al contesto per la soluzione, in senso protesico, dei problemi evidenziati.

 

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Pensieri negativi ed Alzheimer parte I°

 

Pensieri negativi aumentano il rischio di Alzheimer?

Parte I

I ricercatori dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze (IoPPN) al King College di Londra hanno proposto che ripetitivi pensieri negativi (RNT), un sintomo comune di molti disturbi psicologici, può aumentare il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.
Fino a poco tempo, la ricerca sul morbo di Alzheimer si è concentrata su come i fattori fisici sono legati alla comparsa dei sintomi.

Tuttavia, gli scienziati del IoPPN suggeriscono che ci sono fattori psicologici che rendono una persona più vulnerabile alla malattia di Alzheimer; e che questi fattori si verificano prima che qualsiasi indicatore  fisico  della malattia emerga.
In un articolo pubblicato sul Journal of Alzheimer , i ricercatori sostengono che l’abitudine di pensiero negativo per un periodo di tempo prolungato (RNT) può avere un effetto dannoso sulla capacità del cervello di pensare, ragionare e formare ricordi.

L’RNT è un comportamento comune nelle persone che soffrono di depressione, ansia, disturbi del sonno, disturbi da stress post-traumatico, e lo stress della vita; a loro volta associati ad un aumentato rischio di malattia di Alzheimer.

RNT può avvenire senza che ne siamo consapevoli  e consuma la nostra capacità di risorse cerebrali.

È importante sottolineare che, l’RNT innesca anche una risposta allo stress fisico nel cervello, che per un lungo periodo di tempo può causare danni e ridurre la resistenza del cervello al morbo di Alzheimer.
La genetica ha dimostrato di giocare un ruolo nella malattia di Alzheimer e le persone con una particolare variante di un gene noto come e4 APOE hanno un aumentato rischio di Alzheimer.

Riferimento Paper: Natalie L. Marchant e Robert J. Howard “Debt cognitivo e malattia di Alzheimer”, pubblicato nel Journal of Alzheimer .
Per ulteriori informazioni, si prega di contattare il dottor Claire Hastings, addetto stampa (IoPPN) claire.hastings@kcl.ac.uk /
0044 207 848 5377 0044 207 848 5377

 

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Marijuana ed Alzheimer?

Il composto di  marijuana può offrire un trattamento per la malattia di Alzheimer?

 

Tampa FL University of South Florida:

uno studio preclinico indica che livelli estremamente bassi  del composto in marijuana nota come delta-9-tetraidrocannabinolo, o THC, possono rallentare o arrestare la progressione della malattia di Alzheimer, un recente studio condotto da neuroscienziati presso la University of South Florida mostra tali risultati.
I risultati degli esperimenti, utilizzando un modello cellulare del morbo di Alzheimer, sono stati segnalati on-line nel Journal of Alzheimer.
I ricercatori dell’Istituto USF Salute Byrd di Alzheimer hanno mostrato che estremamente basse dosi di THC riducono la produzione di beta-amiloide, che si trova in una forma solubile nella maggior parte dei cervelli che invecchiano, ed aiutano a  prevenire l’accumulo anomalo di questa proteina – un processo considerato uno dei tratti distintivi ed evidenti dell’inizio della malattia che ruba la memoria.

Queste basse concentrazioni di THC potenziano anche selettivamente la funzione mitocondriale, che è necessaria per aiutare l’approvvigionamento energetico, la trasmissione di segnali, e mantenere un cervello sano.
THC è noto per essere un potente antiossidante con proprietà neuroprotettive, ma questo è il primo rapporto che il composto influisce direttamente sulla patologia dell’ Alzheimer, diminuendo i livelli di beta amiloide, inibendo l’aggregazione, e migliorare la funzione mitocondriale,” ha detto l’autore dello studio Chuanhai Cao, PhD e  neuroscienziato presso l’Istituto di Byrd Alzheimer e la USF College of Pharmacy.
“La Diminuzione dei livelli di beta amiloide significa meno aggregazione, che può proteggere contro la progressione della malattia di Alzheimer.

Dal momento che il THC è un inibitore amiloide naturale e relativamente sicuro, il THC o i suoi analoghi possono aiutare a sviluppare un trattamento efficace per il futuro. “
I ricercatori sottolineano che con le basse dosi studiate, i benefici terapeutici del THC sembrano prevalere sui rischi associati di tossicità THC e disturbi della memoria.
Neel Nabar, uno studio co-autore e MD / PhD candidate, ha riconosciuto il rapido cambiamento del clima politico che circonda il dibattito sulla marijuana medica.
“Anche se siamo ancora lontani da un consenso, questo studio indica che il THC e composti THC relativi possono essere di valore terapeutico nella malattia di Alzheimer”, ha detto Nabar.

Stiamo sostenendo che le persone usano droghe illecite per prevenire la malattia?

No.

E ‘ importante tenere a mente che solo perché un farmaco può essere efficace non significa che può essere tranquillamente utilizzato da chiunque.

Tuttavia, questi risultati potrebbero portare allo sviluppo di composti correlati che sono sicuri, legali, ed utili nel trattamento della malattia del morbo di Alzheimer . ”
Il Sistema del corpo di recettori cannabinoidi interagisce con le molecole presenti in natura dei cannabinoidi, e queste molecole funzionano in modo simile al THC isolato dalla (marijuana) pianta di cannabis.
Il Laboratorio del Dr. Cao presso l’Istituto di Byrd Alzheimer sta studiando gli effetti di un cocktail di farmaci che comprende THC, caffeina e altri composti naturali in un modello cellulare del morbo di Alzheimer, e avanzerà di un modello di ingegneria genetica sui topi malati di Alzheimer a breve .
La dose e la popolazione target sono di fondamentale importanza per qualsiasi farmaco, così un attento monitoraggio e un controllo dei livelli di farmaco nel sangue e del sistema sono molto importanti per l’uso terapeutico, soprattutto per un composto come il THC,” ha detto il dottor Cao.
Articolo citazione:
Chuanhai Cao, Yaqiong Li, Liu Hui, Ge Bai, Jonathan May, Xiaoyang Lin, Kyle Sutherland, Neel Nabar e Jianfeng Cai; “I potenziali effetti terapeutici del THC sulla malattia di Alzheimer,” Journal of Alzheimer Disease, doiI: 10,3233 / JAD-140.093.
USF Salute
La missione di USF Salute è quello di immaginare e realizzare il futuro della salute. E ‘la partnership della USF Salute Morsani College of Medicine, il College of Nursing, il Collegio della sanità pubblica, il Collegio di Farmacia, della Scuola di Scienze Biomediche e la Scuola di Terapia Fisica e Scienze della Riabilitazione; e del Gruppo del medico USF. La University of South Florida è un Top 50 università di ricerca in spese totali di ricerca tra istituzioni pubbliche e private a livello nazionale, secondo la National Science Foundation. Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://www.health.usf.edu


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Dimenticanze….parte 3°

Dimenticanze: Sapere quando chiedere aiuto

 

Parte III

Il trattamento per la demenza

Una persona con demenza dovrebbe essere sotto la cura di un medico.

Il medico potrebbe essere un neurologo, medico di famiglia, internista, geriatra o psichiatra.

Lui o lei può trattare problemi fisici e comportamentali del paziente (come l’aggressività, agitazione, o errante) e rispondere alle molte domande che la persona o la famiglia possono avere.
Le persone affette da demenza causata dalla malattia di Alzheimer possono essere trattati con farmaci.

Quattro farmaci sono approvati dalla US Food and Drug Administration per il trattamento di Alzheimer. Donepezil (Aricept ®), rivastigmina (Exelon ®), e galantamina (Razadyne ®) sono usati per trattare da lieve a moderata di Alzheimer (donepezil è stato approvato per il trattamento di una grave malattia di Alzheimer pure).

Memantina (Namenda ®) è usato per trattare da moderata a grave malattia di Alzheimer.

Questi farmaci possono aiutare a mantenere il pensiero, la memoria e le abilità di parlare, e possono ridurre alcuni problemi comportamentali per alcuni mesi ad alcuni anni in alcune persone.

Tuttavia, essi non fermano il progredire della malattia di Alzheimer.

Sono in corso studi per indagare farmaci per rallentare il declino cognitivo e per prevenire lo sviluppo del morbo di Alzheimer.
Le persone con demenza vascolare dovrebbero adottare misure per prevenire ulteriori colpi.

Queste azioni comprendono controllo la pressione alta, il monitoraggio e il trattamento di elevato colesterolo nel sangue e il diabete, e non fumare.

Sono in corso studi per sviluppare farmaci per ridurre la gravità della memoria e pensiero problemi che vengono con demenza vascolare.

Altri studi stanno esaminando gli effetti dei farmaci per alleviare alcuni sintomi di questo tipo di demenza.
I familiari e gli amici possono aiutare le persone nelle prime fasi della demenza di continuare la loro routine quotidiana, le attività fisiche e contatti sociali.

Le persone affette da demenza devono essere tenuti aggiornati sui dettagli della loro vita, come l’ora del giorno, dove vivono, e ciò che sta accadendo a casa o nel mondo.

Aiuti di memoria possono aiutare.

Alcune famiglie trovano che un grande calendario, un elenco di programmi quotidiani, osserva su semplici misure di sicurezza e le indicazioni scritte che descrivono come utilizzare gli oggetti per la casa comune sono ausili utili.

Cosa si può fare

Se sei preoccupato che tu o qualcuno che conosci abbia un problema di memoria grave, parlane con il medico il quale può essere in grado di diagnosticare il problema o ti indirizzerà presso uno specialista in neurologia o psichiatria geriatrica.

Gli operatori sanitari che si specializzano nella malattia di Alzheimer possono  consigliare il modo di gestire il problema o suggerire trattamenti o servizi che potrebbero aiutare.
Sia le  persone con malattia di Alzheimer, MCI, o con una storia familiare di Alzheimer, e le persone sane senza problemi di memoria e nessuna storia familiare di Alzheimer possono partecipare a studi clinici.

La partecipazione a studi clinici è un modo efficace per aiutare nella lotta contro l’Alzheimer.

Per saperne di più su studi clinici, chiamare malattia istruzione di Alzheimer e di rinvio (ADEAR) Centro al numero verde 1-800-438-4380  1-800-438-4380 GRATIS   o visitare il sito ADEAR Center http://www.nia.nih.gov /Alzheimer . Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo http://www.ClinicalTrials.gov .1-800-438-4380